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no hateQualche giorno fa, stanca di leggere le solite porcherie anti-immigrato, ho pubblicato un post sul mio profilo personale di facebook che ha aperto un dibattito tra i miei contatti e ricevuto diverse critiche:

Cattura

Mi rendo conto che il tono è un po’ duro e che il mio disappunto sembra riguardare tutto il popolo italiano, approfitto quindi di queste pagine per dare qualche chiarimento a chi lo ha richiesto e per condividere anche con voi le ragioni che hanno motivato questo sfogo. #NoHateSpeech

Bisogna innanzitutto precisare che, essendo all’estero, riesco a restare informata su quello che succede nella madre patria esclusivamente attraverso i social network e le informazioni che reperisco su giornali on-line e siti internet. Un materiale potenzialmente infinito e variegato dal quale emerge, fra tutti, un argomento che sembra ormai aver monopolizzato tutto il dibattito politico e sociale italiano ed europeo: gli sbarchi.

Avendo tra i contatti diverse persone che s’impegnano attivamente per la creazione di una società più solidale e combattono una lotta antirazzista quotidiana, ho la fortuna di poter seguire il loro lavoro e testimoniare il fatto che siano numerose le iniziative e i progetti (spesso purtroppo di singoli gruppi o associazioni) impegnati nell’offrire a migranti e richiedenti asilo il sostegno morale e il supporto concreto che dovrebbero essere loro forniti dagli Stati europei latitanti. Quindi, è chiaro che non mi riferisco alla totalità degli italiani, anche se ritengo sarebbe doveroso dare maggiore risalto a queste iniziative!

Infatti considero queste realtà come un’importantissima e significativa goccia nell’oceano soffocata purtroppo da una massa d’acqua costituita da personaggi politici che lucrano economicamente su questi migranti, si accaparrano voti alimentando il risentimento della gente nei loro confronti, fomentano le folle contro un capro espiatorio facilmente individuabile e contribuiscono a creare quello che definirei un intruglio disumano di populismo razzista e ignoranza militante; affiancati da una società civile in larga parte vigliacca che se da un lato mette apertamente alla gogna lo straniero, dall’altro, nonostante si lamenti, si lascia manipolare strizzando l’occhiolino ai responsabili del suo vero malessere sociale.

Sono numerosissimi i post e i commenti che vanno dal semplice “ognuno a casa sua” fino ad arrivare all’auspicio del vero e proprio “sterminio di massa” via mare o con qualsiasi altro mezzo. Uomini e donne che si accaniscono sulla rete contro un nemico ben definito: l’immigrato, che non merita ai loro occhi la minima empatia, come dimostra questo raccapricciante esempio:

FN

C’è chi non fa nessuna distinzione: un clandestino morto affogato ha lo stesso peso di un sasso gettato in mare, un clandestino vivo è considerato come un peso al piede, in entrambi i casi è solamente un’inutile zavorra. Altri invece si cimentano in lunghi dibattiti e commenti per decidere chi abbia veramente il diritto di lasciare la propria terra per giungere altrove, stabilire il livello di sofferenza adeguato che giustificherebbe l’accesso alla #FortezzaEuropa, fare una netta distinzione tra chi scappa da una guerra e chi cerca solamente fortuna, decidendo insomma del peso di una vita, di tante vite, quelle degli altri, come se avere una ragione accettabile per imbarcarsi su un gommone modificasse il senso concreto di una morte.

Non voglio offrirvi del buonismo gratuito che ormai è pure inflazionato, ma mi piacerebbe riflettere secondo una semplice logica di causa-effetto. Prenderò come esempio l’Africa, perché è la realtà che mi è più vicina e che conosco meglio, ma credo che questo sistema possa essere riprodotto per tutti i paesi non occidentali: ormai è diventato praticamente impossibile ottenere un visto per entrare in Europa, sia esso per turismo, affari, studio o ricongiungimento familiare, quindi mi chiedo quale sarebbe l’alternativa per chiunque volesse, per qualsivoglia motivo, varcare i confini dell’Europa se non tentare un ingresso illegale.

Come si può realmente pensare di isolare un intero continente e confinare lì tutti i suoi abitanti? Da un lato ci sono i rifugiati, teoricamente tutelati dal diritto internazionale e sulla cui legittimità non voglio nemmeno più discutere, ma che dire di tutti gli altri? Di tutte quelle persone che vorrebbero cercare la loro fortuna altrove o semplicemente avere la chance, che loro è internazionalmente negata, di scoprire il mondo?

Immagino solo la reazione di quegli italiani anti-immigrati militanti da tastiera se scoprissero di non potete andare in vacanza a Sharm, di non poter fare visita al figlio che non vedono da X anni perché lavora negli Stati Uniti, di dover rifiutare uno stage in Australia, di dover rinunciare a un lavoro ben pagato all’estero e via dicendo.

Si parlerebbe di violazione delle libertà individuali, dei diritti umani o non so, s’inventerebbe un diritto ancora inesistente per rivendicare la libertà di movimento e di autodeterminazione dell’individuo. Ci s’incazzerebbe insomma e assisteremmo a forme di protesta di diverso tipo. Ma gli altri si arrangino!

Non entro nel merito del perché queste persone sognino il paradiso Europa (che tra l’altro neanche esiste in realtà) poiché è un altro discorso in parte affrontato qui, ma vorrei porre l’accento sull’assurdità della situazione che i nostri governi hanno creato: NON PUOI ENTRARE IN NESSUN CASO, a meno che, ovviamente, tu non abbia un sacco di soldi!

Allora saranno sempre i disperati e coloro che non hanno nulla da perdere che s’imbarcheranno, perché gli altri continueranno a sperare invano in un timbro sul passaporto che non avranno mai; continueremo ad associare all’idea di migrazione l’immagine della disperazione  perché chi sta nel mezzo tra la povertà assoluta e la ricchezza indescrivibile resterà una minoranza impercettibile e difficilmente riuscirà ad uscire dal proprio paese; resteremo convinti di essere superiori a loro, perché il confronto con chi sta peggio esalta l’animo di chi è povero dentro e infonde forza a chi meschinamente riversa le proprie frustrazioni sul più debole abbassando invece la testa con chi ha il potere; assisteremo impassibili al naufragio di corpi stanchi con la presunzione di poter giudicare le vite di volti senza nome in forza del nostro amor di patria; cercheremo la nostra umanità ma sarà ormai sprofondata anch’essa nello stesso oscuro abisso.

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