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Opera di Maurizio Cattelan

Opera di Maurizio Cattelan

Ieri mi sono imbattuta per caso in un giovane neonazi all’italiana. Ha iniziato a importunare un mio amico spalleggiato dal suo silenzioso protettore ultra quarantenne. Dopo aver deciso di evitare qualsiasi discussione, ci siamo leggermente allontanati, non troppo però, solo il poco necessario per poterci fare qualche risata ascoltando i suoi discorsi stereotipati contro gli immigrati che rubano il lavoro e il trito e ritrito elogio alla purezza della razza ariana. Un tipo seduto lì accanto cercava di contrastare le sue assurdità con discorsi logici e sensati, sprecando tempo e fiato con quel bizzarro personaggio.

Poiché non mi sento personalmente toccata, né offesa da soggetti di tale sorta, ho assistito divertita a quella buffa scenetta chiedendomi come fosse ancora possibile avere idee tanto arretrate, quanto banali.

Ovviamente, si tratta di una visione estrema ma, non essendo la prima né l’ultima situazione d’intolleranza in cui mi sono trovata e mi troverò coinvolta, mi chiedo se siano solo casi sporadici o se, invece, questo non manifesti una profonda ignoranza ancora radicata in questo paese.

I politici continuano a imporre tagli all’istruzione ma, siamo veramente sicuri di potercelo permettere? Vogliono convincerci che la cultura sia un semplice passatempo che, in tempi di crisi, deve essere eliminato, alla stregua di acquisti inutili o sfizi superflui. Ci spingono a sostituire i libri con il diario di facebook, i musei con i centri commerciali, gli spettacoli a teatro con i programmi tv. Facendo scomparire la cultura, ci privano dell’opportunità di ampliare il nostro bagaglio di conoscenze, attraverso il quale costruire una capacità di analisi che ci consenta di osservare il mondo con sguardo critico e attento.

Credo sia anche per questi motivi che, nel 2013, situazioni di questo tipo sono ancora assai frequenti. Lottare contro il razzismo vuol dire combattere contro una visione autoreferenziale della realtà che esclude qualsiasi possibilità di confronto con l’altro. In tal senso, puntare sulla cultura mi sembra l’unica strada per consentire alle nuove generazioni di avere una visione a tutto tondo della realtà che ci circonda; di acquisire gli strumenti adeguati per potersi confrontare con un mondo variegato e multiforme; di rimettere in discussione vecchi pregiudizi e far germogliare nuove prospettive. Sempre che l’obiettivo finale sia quello di risollevare un paese in difficoltà che, autodistruggersi, continua ad accartocciarsi ciecamente su se stesso!

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