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Come è accaduto per altri recenti conflitti africani, il silenzio assordante dei media italiani rispetto alle guerre civili nel continente sembra una triste consuetudine.

Questa è la volta del Mali che, dopo aver conquistato i suoi cinque minuti di “gloria” sulle testate e nei TG, è tornato nell’oblio.

La guerra interna che dal marzo del 2012 destabilizza il paese è approdata sui nostri schermi con quasi un anno di ritardo, solo quando l’intervento della comunità internazionale ha smosso leggermente la nostra indifferenza. Oggi, il conflitto sembra essersi dissolto e il governo francese preannuncia il ritiro delle sue truppe nelle prossime settimane.

Nella realtà, la situazione si dimostra mostro più complessa: continuano gli scontri con i jihaidisti nelle montagne degli Ifoghas; la stampa boicotta il governo per protestare contro l’arresto del giornalista Boukary Daou, a seguito della pubblicazione di una lettera di protesta scritta da alcuni soldati; l’Alto commissariato dell’ONU per i diritti umani denuncia i soprusi commessi dall’inizio del conflitto e il perdurare delle tensioni etniche; le ONG e il PAM tentano di sensibilizzare gli organismi internazionali sulla grave crisi umanitaria in atto.

Data la scarsità delle informazioni, potremmo pensare: nessuna nuova, buona nuova. Purtroppo, non vale certo in questo caso! Tuttavia, poiché spesso si dimentica, o si ignora, che l’Africa è un continente pieno di talento e di fervente cultura, vorrei portare il mio sostegno al popolo del Mali condividendo con voi un video realizzato da alcuni artisti maliani con la collaborazione del cantante ivoriano Tiken Jah Fakoly. La canzone si intitola Mali ko“, che in lingua bambara, uno degli idiomi più diffusi sul territorio, significa “per il Mali”. È un inno alla pace, nella speranza che il paese possa presto tornare alla normalità.

Per evitare problemi di copyright ho deciso di non inserire i sottotitoli direttamente nel video ma, se non siete pratici di lingua bambara o francese, non preoccupatevi, troverete una traduzione del testo in fondo al post!

Buona visione!!!

Coro: È giunto il momento di parlare del Mali – È giunto il momento per noi artisti di parlare di ciò che sta accadendo in Mali…

Khaïra Harby (Timbuctu): Uomini e donne del Mali, uniamoci, perché il nostro paese non vuole la guerra.

Fatoumata Diawara (Bougouni): Che cosa sta accadendo in Mali? – Continuiamo a ucciderci, tradirci e dividerci – Non dimentichiamoci che abbiamo tutti lo stesso sangue – Il giorno in cui ci daremo la mano, il continente africano sarà più forte!

Amkoullel (Mopti): Popolo maliano resta unito e resisti – In questo modo, nessuno potrà colpirti.

Doussou Bakayoko (Bougouni): Il Mali non sarà mai di quella gente – Questa nazione non sarà la loro preda.

Kasse Mady Diabaté (Kita): Mostriamo al mondo che il Mali è un paese di pace – Abbiamo tutti lo stesso padre e la stessa madre.

Sadio Sidibé (Wassoulou): Cos’è diventato il mio bel Mali?

Baba Salah (Gao): Sei stato il sole che ha illuminato i quattro angoli del mondo – Mali, asciuga le tue lacrime, noi ti amiamo!

Soumaila Kanouté (Kayes): Non ho mai visto una situazione tanto desolante – Vogliono imporci la Sharia – Dite loro che il Mali è indivisibile!

Master Soumy (Kayes): Il Mali è diventato come un mozzicone di sigaretta da gettare – Ogni giorno ci attendono solo cattive notizie – Dobbiamo reagire o saremo desiri dal mondo intero.

M’baou Tounkara (Kita): Il Mali è un paese ospitale e accogliente – La guerra ci fa perdere ogni valore…

Oumou Sangaré (Wassoulou): Ascoltatemi bene! Facciamo attenzione, altrimenti i nostri figli domani proveranno vergogna.

Koko Dembélé (Mopti): Finché vivremo, non perderemo la speranza – Figli del Mali, ribelliamoci!

Babani Koné (Segou): Abbiamo tutti lo stesso sangue – Cosa ne sarà del futuro di donne e bambini? – Sono inquieta, ho paura.

Afel Bocoum (Timbuctu): L’unica via d’uscita è l’intesa (x2).

Iba One (Mopti): Popolo maliano resta unito, l’unione fa la forza! La guerra non è mai una soluzione.

Tiken Jah Fakoly (Costa d’Avorio): Mali, tutti insieme! – Mali, indivisibile! – Mali, tutti uniti! – Mali, indivisibile! – La pace non ha prezzo!

Fati Kouyaté (Kayes): La guerra non fa distinzioni tra uomini, donne e bambini.

Kisto Dem (Bamako): Chi avrebbe immaginato una situazione simile in Mali? – Quando stavamo raggiungendo la stabilità, altri cercavano di destabilizzarci. – Nel nord la popolazione ha fame – Le nostre sorelle sono trattate come merci, picchiate e violate!

Mamadou Diabaté a.k.a. «21 DG» (Kayes): Maliba, come lo chiamavano i nostri antenati, Mali non rimanere in ginocchio, alzati e combatti per onorare i tuoi avi.

Mariam Doumbia (Bougouni): Se restiamo uniti l’Africa sarà più forte! Se restiamo uniti avremo un futuro!

Ahmed Ag Kaedi (Kidal): Il Mali è sempre stato un paese di pace e di ospitalità, restiamo uniti!

Oumou Sangaré: Mi rivolgo a voi militari, a voi politici!

Habib Koité (Kayes): Maliani, l’unione fa la forza! – Non lasciamo che il paese ci sfugga via!

Djeneba Seck (Bamako): Africa, Europa, Mali – Restiamo uniti, con indulgenza reciproca, agiamo all’unisono – Questa è la cosa migliore per il Mali.

Vieux Farka Touré (Timbuctu): Svegliamoci! Siamo un’unica famiglia, quindi diamoci la mano!

Mylmo (Nioro du Sahel): Siamo rispettati nel mondo intero, perché dilaniarci sotto gli occhi di tutti? – Sunjata Keïta ci ha trasmesso i suoi valori e non dobbiamo rinnegarli.

Amadou Bagayoko e Mariam Doumbia (Bougouni): In armonia, il paese può svilupparmi, nessuno verrà a destabilizzarci e i nostri figli avranno un futuro.

Nahawa Doumbia (Bougouni): Vogliamo la pace, la pace! – La pace in Mali, la pace! – La pace in Africa, la pace! – La pace nel mondo, la pace!

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